Videocrazia e teatralizzazione della politica nell’era berlusconiana

Videocrazia e teatralizzazione della politica

Autore: Vittorio Prada
Pagine
: 371
Editore: Frank & Timme
Anno: 2014

 

Recensione

Gentili lettori, o forse sarebbe meglio dire gentili elettori, nella seguente recensione vi parlo di un libro di grande attualità: “Videocrazia e teatralizzazione della politica nell’era berlusconiana” di Vittorio Prada, edito da Frank & Timme.

Si tratta di una lucida analisi del linguaggio utilizzato in politica in Italia e della sua tragica involuzione nel corso degli anni, nonché dei radicali cambiamenti che l’hanno investito fra Prima e Seconda Repubblica con l’elezione, da parte dei cittadini-utenti, della televisione a principale mezzo di comunicazione di massa.

L’indagine di Prada, che si serve di numerosissime fonti, è attenta e dettagliata: mira a mettere in risalto il clamoroso decadimento non solo della lingua, ma di tutta la cultura italiana di un Paese che ha abbandonato ogni decoro in favore dell’apparenza e della mediocrità. L’imporsi della televisione ha dato sempre più potere all’immagine, sminuendo i contenuti di qualsiasi discorso. Il politichese è stato progressivamente sostituito dal gentese, i politici sono poco per volta diventati attori e il linguaggio si è sempre più involgarito, regredendo.

Nel libro viene accusata la televisione commerciale, che in nome degli ascolti ha venduto la dignità di una cultura; si attacca la televisione pubblica per aver ceduto all’impulso di seguire la via tracciata dalla televisione privata; viene incolpato il pubblico, sempre più ottuso e incapace di riflessioni profonde; si criticano le istituzioni, schiave del sistema; vengono denunciati gli organi di informazione, che spesso mistificano la realtà per nascondere notizie scomode per i potenti; si polemizza nei confronti della Destra, che attraverso Berlusconi ha trasformato il dibattito politico in puro intrattenimento per il piccolo schermo; si punta il dito contro la Sinistra, che si è abbassata al suo stesso livello.

Non stupiamoci pertanto se oggi i politici, persone che dovrebbero rappresentare il Paese, usano espressioni volgari e il diverbio caotico prevale sul confronto dialettico, considerato che per fare carriera la bellezza estetica è diventata un requisito più importante rispetto alle competenze professionali.

Presto dovremo tornare a votare; prima di apporre un segno sulla scheda, leggete questo libro: “Videocrazia e teatralizzazione della politica nell’era berlusconiana” di Vittorio Prada.